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SEGNALAZIONE | 03-02-2013  
FORMULE MAGICHE PER TUTTI I GIORNI
 Ho scoperto un bel libricino di Formule magiche per tutti i giorni scritto da Bruno Tognolini.
Ne condivido alcune che possono essere "utili" a tutti, non solo ai bambini.

Contro la luna storta
Apritevi tutte finestre del cuore
Fuori da me scarabeo malumore
Bocca risata spalanca la porta
Drizzati luna storta


Per far diventare verdi i semafori
Albero freddo di tutte le strade
La foglia rossa si stacca e poi cade
Arriva il vento che la disperde
E nasce la foglia verde


Per far pace
Vuoi una spremuta di gocce di sole?
Vuoi una collana di cinque parole?
Vuoi la canzone più corta che c'è?
Vuoi fare pace con me?



RACCONTO | 03-02-2013  
NON AVREI DOVUTO FARLO
 Continua il racconto a staffetta Il gesto dell'idiota con questo nuovo capitolo dal titolo Non avrei dovuto farlo.

Mes e Lara iniziano a conoscersi ed a collaborare nella caccia al mostro. Mes ricorda la sua ultima relazione ed il motivo per cui è finita...


CITAZIONE | 12-11-2012  
INTERVISTA A PHILIP ROTH
 "Scrivere, per me, è sempre stato molto difficile. Il mio problema è che da bambino mi sono innamorato della letteratura. Solo più tardi ho pensato di fare lo scrittore. Ci ho provato e la cosa ha funzionato fino a un certo punto. Credetemi, avessi potuto fare qualcos'altro di meglio, l'avrei fatto volentieri!"

L'intervista completa di Nelly Kaprièlian a Philip Roth potete trovarla al link Non scrivo più.


CITAZIONE | 09-11-2012  
LA VITA E I SOGNI
 La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

Arthur Schopenhauer


SEGNALAZIONE | 22-10-2012  
SCEGLIERE DI DIVENTARE SCRITTORE
 Mi tormento spesso sul perché scrivo. Mi chiedo se quando scrivevo da ragazzino volevo ottenere ciò che ora sono diventato. Quello che so è che scrivere è la mia ragione di vita. O almeno così credevo. Ho trovato una riflessione importante sullo scegliere di diventare scrittore in un’intervista di Jean Paul Sartre rilasciata a John Gerassi e raccolta nel libro "Parlando con Sartre" (Il Saggiatore):
"Una volta che hai deciso di diventare scrittore, cambia la tua concezione della vita, cambia interamente il tuo modo di essere. La decisione implica o un atteggiamento o l'altro. Per me implicava entrambi. Dapprima lo ammetto ci ho giocato. Datemi una piccola pensione, una stanza in un convento, tre pasti al giorno, e io scrivo. Ecco tutto. Solo scrivere. L'alternativa: viaggio, esperienza, circostanze il più possibile diverse. Andare ovunque nel mondo. Vedere come vivono i ruffiani a Costantinopoli. Perché Costantinopoli? Si possono trovare i ruffiani anche qui, dietro l'angolo. Perché il viaggio, l'esperienza, sono una ricchezza per la scrittura. Tutte le avventure sono d'aiuto, comprese le avventure di sesso, d'amore, ecc. Sono cibo per lo scrittore, anche se non così importanti come l'atto di scrivere. D'altra parte la scrittura è un impegno totale [...]. Certo, uno scrittore non ha veramente bisogno di fare le cose che descrive o di andare nei luoghi cui dà vita. Può essere stimolato da ciò che legge e usare l'immaginazione. [...] Io non ero null'altro che ciò che scrivevo. Tu avevi uno scopo. Io ero il mio scopo."

Dalla pagina Facebook di Roberto Saviano.


RACCONTO | 10-10-2012  
IL MARE IN MONTAGNA
 Siamo felici di pubblicare "Il mare in montagna", un bel racconto scritto da Paolo Cerasuolo dal quale prendiamo in prestito anche questa introduzione per avere qualche informazione in più sulla nascita del testo.

"...Un giorno per scrivere l’incipit, un giorno per correggerlo, dieci giorni per pensare, un giorno per capire che invece di pensare era meglio scrivere: un altro giorno per finirla e un altro ancora per correggerla per bene. Mia moglie l’ ha letta e ci ha messo un paio di virgole che mi erano sfuggite.
Il “taglio poetico” mi è venuto così, pensare che all’inizio non volevo neanche svelare quale fosse il progetto segreto che spinge Raimondo tra le montagne (ritengo sia molto poetico un finale aperto alle libere interpretazioni del lettore). Penso sia un bene che la vena poetica appartenga al mio bagaglio di strumenti. Anzi ne sono convinto. Questa vena va saputa coltivare con una vita all’insegna della dolcezza.
Il cuore del racconto è nella parte centrale in cui accenno al contrasto tra gli abitanti di Bibbiena e gli infermieri: barocco vs classicismo, questa era l’intuizione che ho voluto rendere nella storia (...) Infine mi sono “appoggiato” al libro “Saltatempo” per costruire in me l’idea di chi siano e come siano veramente gli abitanti di zone montane. E in un certo senso devo sempre a lui il suggestivo titolo (c’è un periodo molto bello e profondo nel suo libro in cui durante la descrizione dell’inaugurazione di una fontana il sindaco della comunità montana sottolinea come qualsiasi montanaro che si rispetti, benché distante, porti il mare nel proprio cuore.) Grazie Stefano. Grazie anche ad un racconto di Ray Carver che mi ha suggerito come rendere credibile il fatto che un trauma cranico possa comportare anche più giorni di incoscienza. Nel suo racconto però alla fine il protagonista muore, nel mio invece si risveglia."


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