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La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare (A. Schopenhauer)
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NOVITA' | 14-12-2014  
I "POSTINI" DI BABBO NATALE
 Anche quest’anno i “postini” di Babbo Natale sono impegnati a consegnare migliaia di letterine di risposta di Babbo Natale ai bambini di tutta Italia.

Dal 2001 Poste Italiane risponde alle letterine indirizzate a Babbo Natale che riportano indirizzi di fantasia e che diventano sempre più numerose: dalle 40.000 della prima edizione alle circa 130.000 del 2013.

Tutto il processo viene realizzato con il supporto dei colleghi che lavorano nelle Aree Logistiche Territoriali, che intercettanole letterine inviate dai bambini e ai colleghi Portalettere che consegnano le lettere di risposta da parte di Babbo Natale.

Ogni anno veicoliamo valori diversi e Il progetto di Poste Italiane per il 2014 ha l’obiettivo di sensibilizzare i bambini sul tema ecologico attraverso il "Pianeta degli Alberi di Natale".

Coloro che hanno scritto a Babbo Natale riceveranno una busta che contiene un piccolo regalo e una letterina che sensibilizza al valore della carta che nasce dagli alberi e, l’invito a scaricare un’app di Poste Italiane "Pianeta Alberi" per piantare virtualmente il proprio albero di natale sul pianeta magico e addobbarlo con l’aiuto di Babbo Natale, la renna Matilda e gli elfi Fiocco e Neve.

Per giocare collegati al minisito dedicato www.ilpianetadeglialberidinatale.it e segui le istruzioni per scaricare gratuitamente dagli store l'app "Pianeta Alberi" (valida per tablet e smartphone iOS e Android).

Grazie a Poste Italiane e Legambiente il gioco diventerà realtà: fino a 500 alberi veri saranno piantati nel 2015 in Campania, Liguria, Toscana e Piemonte, un dono prezioso al nostro pianeta.

Per maggiori informazioni visita il sito qui.


NOVITA' | 23-11-2013  
PER DIECI MINUTI
 "Avete presente, no?
Quando all’improvviso si spegne la luce. Poi si riaccende, ma tutto quello con cui eravamo abituati a identificare la nostra vita è sparito.
Quando, per dirne un...a, lo spazzolino accanto al nostro, in bagno, non c’è più. Quando non c’è più nessuno, la notte, a cui tirare calci, perché non c’è più nessuno che russa vicino a noi, perché non c’è più nessuno: punto.
O quando, magari, arriviamo al lavoro, facciamo per sederci alla nostra scrivania, e invece no. Non è più nostra, quella scrivania: tante grazie, la sua esperienza finisce qui, arrivederci. Ci verrà detto, poi.
O quando traslochiamo da un posto che era davvero casa e ci ritroviamo in un posto dove niente riesce a esserci familiare. O quando i figli crescono, se ne vanno, quando i genitori pensano: e adesso? O quando i genitori muoiono.
Quando ci si lascia, quando si parte, quando si rimane, quando qualcosa si spezza e non si ricompone. Quando si cambia, ecco.
Avete presente: quando si cambia?
Lì per lì sembra mortale.
Eppure non c’è niente di più vitale.
A me è capitato.
Diciamo che sono stata costretta a farlo: ben tre delle esperienze che ho snocciolato come esempi all’inizio di questo pezzo, mi sono cadute addosso, insieme, senza nemmeno il buon gusto di mettersi in fila.
Per almeno un anno e mezzo non ho capito più niente di quanto mi succedesse dentro e attorno.
Niente.
Fatto sta che, giorno dopo giorno, a un certo punto arriva quello in cui ti svegli e scopri di essere sopravvissuta. Non è una bella scoperta, lì per lì: perché se il tuo cuore, lentamente, riprende a pulsare, se la tua testa riprende a girare, non hai comunque più una vita a cui metterli a disposizione. Così dal dolore scivoli nello smarrimento.
Io stavo per affondarci, quando una donna straordinaria, il 3 dicembre scorso, mi ha buttato lì:- Sai cosa consiglia Rudolf Steiner, in momenti come questo? Di giocare.
- Giocare?
- Sì. Perché non provi a fare ogni giorno, per un mese, per dieci minuti, una cosa che non hai mai fatto prima?
- Tipo?
- Tipo qualunque cosa. Ascoltare una musica nuova. Fare la doccia dai vicini.
- Alla fine che cosa si vince? Riavrò la mia vita indietro? - Non ho chiesto, ma ho sperato. E non avendo niente da perdere, ci ho provato.
Ho cominciato da uno smalto rosa fucsia alle unghie dei piedi. Ho suonato il violino. Ho camminato di spalle per il centro di Roma. Sempre per dieci minuti. E mentre una misteriosa elettricità iniziava ad attraversare le mie giornate, ho capito che l’unico libro che potevo scrivere era quello che stavo vivendo.
“Per dieci minuti” non riesco a considerarlo un romanzo come gli altri. E’spudorato, malgrado e grazie all’autofiction che qui e là mi è necessariamente venuta in soccorso. Ma più che un libro per me è un amuleto, il diario di quei trentuno giorni pazzi in cui ho ricamato, ho consegnato il mio cellulare a uno sconosciuto, ho fatto tante piccole cose che non avevo mai neppure contemplato. E mentre, distratta dal gioco, non me ne accorgevo, cose grandi, enormi, entravano e uscivano dalla mia vita. Una specie di figlio. Un amore. Soprattutto la possibilità di non resistere al cambiamento. Di rinunciare a quelli che credevo gli unici confini possibili per me. E invece erano limiti. Perché: “me”, cioè chi? Mi sono chiesta, al trentunesimo giorno. Ve lo chiederete anche voi, se proverete a giocare. La risposta vi stupirà e diventerà il vostro amuleto. A forma di un mese che non si limiterà a durare un mese, da lì in poi vi accompagnerà, con la promessa luccicante di quanta vita c’è, fuori dagli schemi di quella che consideriamo l’unica giusta per noi, oggi e sempre.
Perché il punto, tanto, è sempre quello. Il tempo. Quando stiamo più o meno bene è il nostro più prezioso alleato e quando stiamo male, invece, si trasforma nel nostro più pericoloso nemico. Ma anche in quei momenti riserva infinite manciate di dieci minuti da riempire come ci pare.
E da cui ricominciare."

Dalla pagina Facebook di Chiara Gamberale.


EVENTO | 12-11-2013  
FAVOLE DI ZUCCHERO
 Il 10 novembre si è svolta la seconda edizione del Cake for Children, un grande evento dedicato al cake design di Roma, e non solo. Il CFC, organizzato da Valentina Pizzingrillo Urbini (Pizzingrillo Party) è l'unico evento che unisce cake design e solidarietà. Quest'anno, i fondi ricavati con il CFC, sono andati a sostegno della campagna Every One di Save the Children.

Il tema di quest'anno è stato "Once upon a time" e circa un centinaio di cake designer hanno interpretato la loro personale fiaba di zucchero.
Tra torte spettacolari, eleganti, spiritose, maniacali, colorate, irriverenti, bellissime, le storie hanno preso vita. Peter pan, cappuccetto rosso, fate, gnomi, porcellini, principesse rigorosamente di zucchero sono usciti dai loro libri rigorosamente di zucchero e si sono mostrati in questo bellissimo evento.
Riportiamo qui soltanto un esempio di quanto abbiamo visto.

Fatto di zucchero


Per vedere le altre foto dell'evento vi invito a visitare la pagina facebook di Cake for Children.


SEGNALAZIONE | 03-02-2013  
FORMULE MAGICHE PER TUTTI I GIORNI
 Ho scoperto un bel libricino di Formule magiche per tutti i giorni scritto da Bruno Tognolini.
Ne condivido alcune che possono essere "utili" a tutti, non solo ai bambini.

Contro la luna storta
Apritevi tutte finestre del cuore
Fuori da me scarabeo malumore
Bocca risata spalanca la porta
Drizzati luna storta


Per far diventare verdi i semafori
Albero freddo di tutte le strade
La foglia rossa si stacca e poi cade
Arriva il vento che la disperde
E nasce la foglia verde


Per far pace
Vuoi una spremuta di gocce di sole?
Vuoi una collana di cinque parole?
Vuoi la canzone più corta che c'è?
Vuoi fare pace con me?



RACCONTO | 03-02-2013  
NON AVREI DOVUTO FARLO
 Continua il racconto a staffetta Il gesto dell'idiota con questo nuovo capitolo dal titolo Non avrei dovuto farlo.

Mes e Lara iniziano a conoscersi ed a collaborare nella caccia al mostro. Mes ricorda la sua ultima relazione ed il motivo per cui è finita...


CITAZIONE | 12-11-2012  
INTERVISTA A PHILIP ROTH
 "Scrivere, per me, è sempre stato molto difficile. Il mio problema è che da bambino mi sono innamorato della letteratura. Solo più tardi ho pensato di fare lo scrittore. Ci ho provato e la cosa ha funzionato fino a un certo punto. Credetemi, avessi potuto fare qualcos'altro di meglio, l'avrei fatto volentieri!"

L'intervista completa di Nelly Kaprièlian a Philip Roth potete trovarla al link Non scrivo più.


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