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Tenerezza nel metroquadro accanto 


scritto da DANIELE ZUCCARO il 31-08-2011 Stampa il racconto Scrivi un commento Leggi i commenti 
Torino: stop
Mattinata di fine luglio: stop
Mezzi pubblici: stop
Linea 18: stop

Entri come ogni dì, non solo sul pullman che ti trascina al luogo di lavoro, ma si entra più che altro nella routine che comprime sempre, con una tenace costanza, la tua necessità di libertà, di esser libero e non tenuto ad un incessante compromesso tra la vita e il dover sopravvivere in lotta col sistema.
Entri, scegli il tuo metroquadro più confortevole, te ne appropri in modo da non recar danno a te, ma sempre in modo che alcun danno non venga creato neanche ad altri, della serie: scelgo sì una poltrona ma mi accerto che anche tutti voi abbiate la possibilità di averne una simile o migliore anche voi (pensiero che già e al di fuori della logica odierna).
Il mio sguardo volteggia come sempre sul volto altrui. C'è chi apre affannatamente e con un po’ di sacrificio e legge, studia, preparandosi o rimediando all’ultimo per sentirsi più responsabili, dicendosi comunque vada il mio dovere e stato fatto. Ecco; io non apro libri sui mezzi, studio attraverso i volti altrui. Sguardi e sensazioni, occhi e percezioni, atteggiamenti e vedute. . .
Ogni tanto ne rido, vendendo ad esempio l'incapacità, o meglio, la paura del dialogo tra noi oramai. E’ più facile veder un soggetto tentennare minuti per prender coraggio: poi, ecco scaturire il rambo che c'è in loro e affannosamente enunciare: MI SCUSI SCENDE? Alla mia figura manca solo la scatola di popcorn e gli occhiali 3D, meglio di qualsiasi film che si possa vedere nelle sale nel periodo estivo …
Altre volte invece mi commuovo. Quelle poche persone, ma sicuramente in numero crescente oramai e per fortuna (ammetto: incide anche molto la capacità di aver cambiato visualizzazione visiva, perchè in grado di veder e aver la volontà di focalizzarmi su tali avvenimenti ora come ora. Quindi messaggio in chat globale: NON ERAN TRASPARENTI PRIMA, SOLO CHE ERAN POCO RILEVANTI AI MIEI OCCHI … )
Mi cade l'occhio su una fanciullina. Avrà per lo più 4/5 anni e una chioma bionda degna della miglior Barbie.
Età anagrafica e colore dei capelli però ben presto diventarono aspetti irrilevanti a dir poco.
Ampliai da lì a poco la visione di immagine. Era lì, sdraiata sulle gambe della madre e con le gambe che finivan su quello che doveva esser il suo sedile.
Inizialmente credevo dormisse, ma dovetti subito ricredermi nel vederla voltarsi verso di me e osservarmi, quasi come se il mio sguardo le avesse bussato sulla spalla.
Dopo un breve quanto scrutatore sguardo, come a dover valutare se potessi esser un pericolo o meno, si voltò nuovamente dalla parte opposta a me.
Adorabile bimba, adorabile madre: attirava su di sè stima solo osservandola. Aveva un fascino così ecclatante e puro che se solo avesse optato per la strada più semplice, la classica scorciatoia (e non intendo la tratta che l avrebbe portata a destinazione con il mezzo pubblico) per una vita più serena ed equilibrata economicamente, l'avrebbe ottenuta credo in … GIA FATTO!!!
Sostava lì invece, sul suo sedile, col segno della stanchezza sul volto in lotta con la sua caparbietà e la sua tenacia. Ahimè in quel momento vinsero le forze della stanchezza (c'era un rigore non dato in ogni caso, ma tralasciamo).
Risultato: si addormentò tenendo tra le sue braccia quel bijoux dalla bionda chioma.
E da lì iniziò lo show degno del miglior Foscolo.
La figliola, accorgendosi di ciò, si eresse quel tanto che bastava per poter accarezzare, con un sentiero ben stabilito, il capo della madre, dal retro nuca, passando per i capelli e arrivando al collo, sempre con una dolcezza e una tempistica, tra pause e frenate, quasi da progettista di formula uno, osservandola e con una profondità di sguardo degna delle persone più vere e mature (che non si ottiene per anzianità anagrafica) per allietarle quel lieve momento di riposo, di quiete, di stacco perchè conscia che tale sofferenza della madre di quel momento era anche dovuta a lei.
E' conscia e sente che se non ci fosse stata, se non fosse parte della vita della madre, sarebbe più facile per lei, non sarebbe così distrutta su quel sedile e forse (mia interpretazione) su quel sedile neanche ci sarebbe: sarebbe ancora nel letto a sognare, a progettar la giornata tipo per lei, e a metterla in atto al suo risveglio: La realtà era che la progettazione era in fase di abbozzamento: un progetto attuato affinché tale bambina potesse un giorno sognare e realizzare il desiderio tanto tutelato fin qui dalla madre. Divino veder quanta sofferenza per il bene della ragazzina esista in quella madre, ma ancor più sorprendente e toccante, notare quanto ne possa esser conscia una creatura di appena 4/5 anni. Ed è lì, tant’è vero che, si evince quanto ne sia grata, vede ogni piccolo suo gesto(inteso della madre) e lo apprezza, non è lì a contestar la scomodità del pullman, di quanto vorrebbe aver un genitore con una bella auto, comoda, aria condizionata e videogames a scelta sul sedile. “No”: è lì a dar voce al suo sguardo, tant’è vero che non ho mai udito un suono di voce, rendendo sconosciuta infatti la tonalità che potesse avere essa.
Ed è proprio che, oramai paralizzato su quello sguardo, riesco a tradurlo come un messaggio rivolto alla madre: grazie per quello che fai per me…
Cosa si può voler di più in un tempo come quello odierno? In cui ridere - far ridere, star bene - far star bene, senza farsi condizionare da ego, carriera, popolarità, giudizio altrui e caccia ossessiva ai beni materiali che van a possederci alla lunga e privano dell’interesse con il quale essi si van a ottenere, ha oramai spazzato e dimenticato questi valori?

LEGGER UN LIBRO DEL GENERE OSSERVANDO SOLO PER QUALCHE MINUTO LO SGUARDO DI UNA CREATURA DI APPENA 4/5 ANNI ?

NUOTO IN SUPERFICIE, EMERGO DALL’APNEA.

SENTO L’INCONFONDIBILE: Dinnnnnn

Mi han anticipato: prenotato già la fermata.
Scendo dal pullman; mi spoglio della sensazione gradevole rilasciata sul mezzo e ri-indosso la mia routine quotidiana, ma quest’oggi, stirata, profumata e delicata al punto giusto dopo tutto ciò, quasi come se si sapesse che proprio oggi, non ti infastidirà a contatto con la pelle, ed è per questo che consiglio a tutti di lavare e curare essa anche voi affinché possa, come a me, donarvi e non infastidirvi, rendendovi agitati, scontrosi e poco sereni, da qui in avanti, giorno dopo giorno.

GOOD MORNING PEOPLE… STAY TUNED AND… WAKE UP
 



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