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L'incantesimo della monnezza 


scritto da ti1977 il 06-07-2011 Stampa il racconto Scrivi un commento Leggi i commenti 
L’incantesimo della monnezza
(favola napoletana che ti accarezza)
[come una dolce brezza]
.
   
c’era una volta una città
e c’è ancora
se la vedi
t’innamora

Napoli
… una sirena
… che contro se stessa
rema …

dal mare
soffiò una brezza
sopra i sacchi
di monnezza

non è l’unica ferita
che la squarcia
da una vita

ma è la piaga
più evidente
che affligge
la sua gente

- Sua mamma
con dolcezza
gli lasciò
la sacca
della monnezza

è un compito
assai ingrato
di gettare
nel bidone
la monnezza
col suo odore -

nel cassone
la lasciò
poi qualcosa
capitò

si animò
la monnezza
forse a causa
della brezza

tu,
dove credi di andare?
la raccolta
hai fatto male!

Metti tutto
alla rinfusa
e non puoi
trovare scusa

e la plastica
e la carta
ed il vetro:
adesso basta!


Carmine
trasecolò
barcollò
persino un po’

la frittura
mi ha fatto male
iniziò lui
a pensare

non è stata
la frittura:
ha parlat’
a spazzatura!

Disse un topo
grosso assai:
qua mi sa
che sono guai!

pure la zoccola
ci mancava
pensò lui
mentre arrancava

vedi un poco
senti questo:
sono un topo
molto onesto!

Non la prendere
a male
non è un fatto
di morale

sto parlando
con un topo:
sto impazzendo!
Me ne vado

“sono io
c’aggià
parlà”


è di nuovo la
sacchetta
e mi sa che
ha pure fretta!

Fece il topo
a capo chino
quasi a fare
un inchino

poi riprese
la sacchetta:

“Non è proprio
un sortilegio
io direi più
un privilegio

Siamo stanchi
di passare
per chi vuole
il vostro male

Non vi piace
questa puzza?
siete gente
un poco pazza

e poi fate
gli indignati
ma voi siete
un po’ screanzati

Qua si deve
riciclare!


Rispettare
i materiali
che non sono
tutti uguali

E la plastica
e la carta
separare
quanto
basta

si, qualcuno
differenzia
ma non è
la maggioranza!

Tu lo sai
che della
monnezza
molti fanno
una ricchezza?

Invece qua
si arricchisce
la camorra

e voi siete
tutti tristi
tranne forse
i camorristi!”


hai parlato
molto bene
ma scegliermi
a che conviene?

Sono solo
un ragazzo
che abita
in questo
palazzo

“e ragazzo
dimmi un poco
perché
non differenziate?

Ci vorrebbero
le mazzate!”


Si potrebbe
Separare

Ma poi
il camion
della nettezza
mischia tutta
la monnezza

“qua è tutta
una catena
e parlarti
val la pena

se tu inizi
a riciclare
il quartiere
può imparare

rispettare
la natura
non è cosa
molto dura

ed è
per tutti quanti
dai bambini
ai più grandi

se difendi
la bellezza
tu fai un dono
a chi resta

ma tu
te ne rendi conto
o sei pure
un poco tonto?”


Me ne rendo
conto assai
ma se non torno
sono guai

“compra
secchi differenti
e separa

che altrimenti

se mi incazzo
ancora un po’
molto danno
porterò”


poi dal mare
soffiò una brezza

stette zitta
la monnezza

ma sai cos’era
capitato?

Carmine
aveva imparato
per lui
tutto era cambiato

da quel giorno
riciclò
tutto lui
differenziò

e qualcuno
lo derise
ma davvero
non si offese

perché ormai
lui lo sapeva:
la città
un cuore aveva

se vuoi salva
la bellezza
differenzia
la monnezza

e non stancarti mai
altrimenti
sono guai

te lo giura
questo topo:
la monnezza
non è un gioco!



Illustrazione di Claudia Domenicucci
  
 



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