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Ricevo e pubblico con grande piacere il primo racconto spontaneo arrivato su Passalapenna.it. Una vera sorpresa di inizio anno.
Sono felice di conoscere Oskar e mi auguro di leggere presto altre imprese di questo simpatico gatto.
Grazie Marian.


Era una notte buia e tempestosa    sfoglia Capitolo Successivo
Cap. 1 scritto da Marian il 01-01-2009 Stampa il capitolo Scrivi un commento Leggi i commenti 
Era una notte buia e tempestosa… anzi, no, era giorno.. mattina per la precisione, quando mi sono svegliato in un comodo lettone caldo.
Mi presento: sono un fiero gatto (razza felina) di nome Oskar, bianco con macchie nere (ma avrei anche potuto dire nero con macchie bianche); mi ritengo comunque bello, visto che mi viene ripetuto spesso da una signora (razza umana) che si prende cura di me notte e giorno, soprattutto la notte quando mi piace girare per casa con tutti gli altri che dormono. Perché penso ancora alla notte buia e tempestosa? Perché sono stato trovato dopo un temporale, mentre cercavo di attirare l’attenzione con prolungati miagolii, nascosto sotto uno scatolone di fronte ad un Comando dei Carabinieri. Pensavo, vedendo umani in divisa che entravano ed uscivano: “si prenderanno cura di me, mi daranno da mangiare… quanta fame ho!”, invece uno di loro mi porta un bicchierino pieno d’acqua! Ho capito allora perché inventano le barzellette sui carabinieri! Ero bagnato fradicio, avevo freddo e fame e quello che fa? Mi porta da bere acqua! Da non credere!
Per fortuna i miei ripetuti acuti attirano l’attenzione di una signora che mi porta in una casa dove posso finalmente mangiare. Mangio di tutto, anche la parte di un altro gatto che vive in quella casa. Decido che quella sarà la mia casa e l’altro, che si chiama Mummy perché è anziano ed è sempre immobile come una mummia, dovrà cedermi tutti i posti comodi della casa. Ci provo, la signora sembra accontentarmi per alcuni giorni perché sono il più piccolo, il più solo, il più discolo, ma poi, inaspettatamente per me, mi portano in un’altra casa con altri gatti. Mummy ha vinto…. Questi sono due e non intendono cedere i loro posti all’ultimo arrivato, cioè io. Ci resto solo due giorni, ma poi faccio ritorno dalla prima signora, quella che ha preferito Mummy a me.
Mummy, appena mi rivede, ha una crisi gattesca: non mi vuole! Dopo alcuni giorni vengono due umani che non avevo ancora mai visto ed è allora che decido che saranno loro le persone che voglio. Debbo pensare in fretta: come fare per farmi prendere? Ho trovato! Mi acciambello come solo io so fare nella borsa della signora e faccio gli occhioni dolci al signore come solo io so fare! E’ fatta! Ritrasloco lontano da Mummy!
Eccomi arrivato nella nuova casa; mi piace… è tranquilla, siamo solo in tre, non ci sono altri gatti (nonostante ci sia un’amaca per gatti appesa al termosifone; Mummy non ce l’ha! Chissà in quale negozio fantastico le vendono…). Evviva! Comando io (anche se per adesso non lo devo far capire). Suonano alla porta…entra in casa una signorina che mi guarda con aria circospetta. Mi studia…ma chi si crede di essere?!? Qui comanderò io. Risuona l’odioso campanello ed entra in casa un ragazzo che mi saluta appena e sparisce in un’altra stanza. E va bene, vivono anche loro qui; ho deciso, possono restare…li sopporterò. All’inizio sarò buono e non romperò niente di loro proprietà, ma dopo…quando li avrò conquistati sarà tutto mio e mi potrò affilare le unghie su tutto ciò che è nella loro camera: che bello…! Adesso la cosa più importante è la disponibilità della signora (che da dieci minuti è diventata la mia nuova mamma) che mi coccola, mi nutre e mi fa giocare tutte le volte che voglio IO.
La mia vita è tranquilla e felice, ma quando c’è un temporale e ci sono i tuoni il mio pensiero va sempre a quella notte buia e tempestosa ed allora mi rifugio sul letto e mi faccio coccolare e carezzare finchè non mi addormento. In fondo in fondo la mia non è una vita da cani, ma… già!, io sono un gatto! E chi non mi invidia si faccia avanti e dica la sua…
 
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