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Ascolta, Paula, ti voglio raccontare una storia, così quando ti sveglierai non ti sentirai tanto sperduta. (I. Allende)
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Nascondi abstract MarieRose

Scelto da Toyori.

Accetto questo secondo capitolo perchè amplia il respiro della storia permettendo a nuovi fili di intrecciarsi. Se il bello deve ancora venire ora avrà una base più ampia su cui poggiare. Buoni capitoli futuri a tutti.


Lo scultore di cespugli   Capitolo Precedente sfoglia Capitolo Successivo
Cap. 2 scritto da Edom70 il 02-01-2009 Stampa il capitolo Scrivi un commento Leggi i commenti 
Un’altra foglia macchiata di rosso, oggi ne ho trovate ben cinque solo su quest’albero colonna! Inizio a preoccuparmi: in tanti anni di servizio a palazzo non era mai successo che un albero colonna perdesse più di due o tre foglie in un anno eppure la stagione passata è stata generosa di sole e le piogge non sono mancate cancellando il ricordo dei periodi di arsura. Gli alberi colonna avrebbero dovuto essere più rigogliosi e vigorosi che mai, e invece ecco un’altra macchia rossa...

Durban era il più vecchio dei giardinieri in servizio a palazzo reale. Giunto in Alaesia quand’era ancora in fasce, al tempo del vecchio re Ammon, era cresciuto sotto lo sguardo attento e amorevole dei genitori dai quali aveva appreso i rudimenti del mestiere di giardiniere: dal padre le tecniche di coltura delle piante e dalla madre il rispetto per ogni forma di vita e l'abilità e il gusto nella creazione di addobbi floreali. Quando l’attuale regina aveva circa tre anni lo aveva notato in paese che armeggiava con le cesoie attorno ad un cespuglio. La massa uniforme di foglie e rami come per magia aveva preso la forma di un cerbiatto e la bambina, rimasta affascinata dalla bellezza dell'opera, aveva pregato con tanta insistenza il padre per far venire a corte quel giovane giardiniere che il re alla fine aveva ceduto ed aveva commissionato a Durban la potatura dei cespugli sotto la finestra della stanza della figlia. Il ragazzo aveva lavorato senza sosta per un giorno intero, immerso in un groviglio di rovi e arbusti cresciuti senza regola e quando la principessa la mattina seguente si era affacciata alla finestra della sua stanza da letto era rimasta a bocca aperta: come per incanto il giardino si era animato della presenza di unicorni e draghi, di sirene e fauni, di centauri e leoni alati ed il rumore delle foglie mosse dal vento leggero sembrava dar voce alle creature che da sempre popolavano i suoi sogni di bambina. Il re ne fu entusiasta e lo volle assumere come giardiniere del suo palazzo.

Abituato a vivere tra le quattro mura della sua piccola casa e a rapportarsi solamente con sua madre e suo padre, la nuova esperienza a palazzo segnò per Durban l'inizio di una serie di cambiamenti che gli sconvolsero la vita: imparò a condividere la stanza da letto con gli altri giardinieri, a contendersi gli strumenti di lavoro con gli addetti all'orto botanico, a scherzare con le balie della principessa e ad ingraziarsi il favore dei cuochi.
Ben presto si rese conto che tutte le nozioni sulla cura delle piante che aveva appreso fino a quel momento altro non erano che briciole di una sapienza antica che si tramandava di generazione in generazione attraverso le figure quasi sacerdotali dei giardinieri.
Suo maestro fu il capo giardiniere, che riconobbe immediatamente in lui grandi potenzialità e lo designò quale erede di tutti i segreti della magica arte che aveva ricevuto in eredità e di cui ormai era il custode.
Durban bruciò velocemente le tappe di apprendimento delle tecniche di giardinaggio e divenne “livellatore di terra battuta”, “deviatore di corsi d’acqua”, “acconciatore di petali”, “incantatore di lucciole” ed alla fine raggiunse il grado più alto a cui potesse aspirare un giardiniere: “costruttore di alberi colonna”.
La fama del nuovo giardiniere di corte si diffuse di paese in paese e molti giunsero in Alaesia per ammirare i giardini del palazzo reale.
Presto re Ammon si rese conto che era troppo riduttivo riferirsi a Durban come al "potatore" di corte e coniò appositamente per lui il termine di "scultore di cespugli", termine che ancora lo accompagna e lo distingue da tutti gli altri uomini che esercitano il suo mestiere in Alaesia.
Durban non si allontanò più dal palazzo reale ed anche dopo la morte del buon re Ammon rimase a servizio della regina sua figlia. Dopo tanti anni era divenuto il responsabile dei giardinieri e non c’era albero, arbusto, aiuola o cespuglio a palazzo dove le abili mani di Durban non si fossero posate per dare quel tocco magico che rendeva inconfondibile l’attribuzione di ogni sua opera.

Tanti apprendisti erano passati sotto il suo sguardo attento e severo ed avevano ascoltato con reverenza i suoi insegnamenti, ma nessuno fino ad allora aveva fatto sperare a Durban di aver trovato il degno erede dei segreti della sua arte.
Ma qualcosa era cambiato.
Si avvicinava il giorno della festa per il 15esimo compleanno della principessa MarieRose e c’era bisogno dell’aiuto di molte braccia per realizzare tutte le “scenografie” previste dal cerimoniale e da qualche settimana erano giunti a palazzo nuovi giovani aspiranti giardinieri. Fin dal primo giorno Durban aveva notato un giovane, di circa diciassette anni, eseguire alla lettera tutti i compiti che gli venivano assegnati con risultati apprezzabili. Era decisamente troppo vecchio per presentarsi tra gli aspiranti giardinieri, tutti marmocchi con meno di dieci anni, e quindi si era offerto come aiutante volontario.

Il suo nome era Terence, gli avevano riferito, e veniva da un paese vicino. Alla prova di adagiamento del muschio si era distinto per originalità e intraprendenza: aveva realizzato sì un letto di muschio, come gli era stato ordinato di fare, ma l’aveva fatto combinando specie di muschio di colori differenti per comporre il nome MarieRose in onore della principessa. Il giorno stesso, come ricompensa, aveva ricevuto l’incarico di livellatore di terra battuta e si era applicato con tanto impegno e tanta determinazione al suo compito che le mani a sera erano sanguinanti. Il cuore di Durban a quella vista si era riempito di commozione e speranza.
Che fosse Terence il successore destinato a prendere il suo posto?

Oggi i due potatori di alberi colonna non stanno facendo un buon lavoro, pensò Durban, forse sono stanchi per i ritmi di lavoro serrati ai quali li ho sottoposti in questi ultimi giorni, ma tra poco inizieranno i festeggiamenti per il compleanno della principessa e da domani potranno riposarsi.

La festa della principessa era stata organizzata nei minimi dettagli. Il 15esimo compleanno per le bambine di Alaesia era un giorno molto importante perché segnava il confine tra la fanciullezza e l’età adulta ed ogni bambina lo aspettava con impazienza perché in quel giorno a ciascuna di loro, a qualunque ceto sociale appartenesse, sarebbe stata svelata “la direzione” della propria vita.
Il modo in cui ciascuna bambina veniva a conoscenza della direzione era un segreto che ognuna custodiva con cura e difendeva a costo della vita: nessuna donna adulta rivelava mai pubblicamente se fosse riuscita o no a camminare nella direzione che le era stata indicata.
Se il 15 esimo compleanno era un giorno importante per ogni fanciulla, lo era ancora di più per la principessa del regno che in base alla propria direzione avrebbe poi condotto le vite di un intero popolo.
La festa avrebbe avuto inizio di lì a poco. MarieRose sarebbe stata chiamata e presentata ai sudditi come legittima erede al trono. Nessuno avrebbe potuto sapere in quale momento le sarebbe stata svelata la direzione né alcuno se ne sarebbe accorto.
Durban pensò alla festa che tanti anni prima aveva organizzato per il 15esimo compleanno dell’attuale regina. La bambina era scomparsa per l’intera giornata, ma nessuno si era preoccupato: quel giorno tutto poteva accadere, tutto era permesso. La sua festa era cominciata a mezzanotte in punto con fuochi d’artificio e sciami di lucciole ad illuminare quella notte meravigliosa, era durata fino a mattina ed i cespugli scolpiti con figure di elfi danzanti alla prima luce del sole erano sembrati stanchi come se avessero ballato tutta la notte.
La principessa MarieRose aveva espresso il desiderio che per la sua festa fosse allestito un labirinto nel giardino del palazzo e Durban lo aveva realizzato utilizzando piante rare fatte venire da paesi lontani e alberi colonna a sostegno di ponti sopraelevati e lo aveva ravvivato con la presenza di sculture fantastiche lungo tutto l’intricato percorso. Se la principessa avesse voluto perdersi per trovare la sua “direzione” non avrebbe potuto scegliere un luogo più adatto.

Ma quella è la principessa MarieRose, pensò tra sè Durban, chissà dove sta correndo in quel modo, benedetta bambina! Pensavo fosse curiosa di visitare il labirinto che ho costruito appositamente per lei. Dopotutto oggi è il suo giorno speciale e nessuno potrebbe rimproverarla per essersi allontanata da palazzo...
 
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