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Le scuole sono finite e non è ancora il tempo degli esami di maturità.
L'estate è arrivata col suo caldo soffocante e l'equazione estate = innamoramento forzato sembra non convincere la ragazza che riempie la prima pagina del suo diario.
In sottofondo passa il ritornello dei Negrita "C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò" e una riga dopo l'altra, sul diario finiscono tutte le sue considerazioni sull'amore.
Grazie a Cristina per la prima pagina del diario, a tutti gli altri l'invito a riempire le pagine successive.


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Cap. 1 scritto da CRISTINA BALDARI il 23-06-2011 Stampa il capitolo Scrivi un commento Leggi i commenti 
C'è sempre un qualcosa per il quale vale la pena scrivere. Anche il motivo più stupido, quello meno appariscente. O forse è una grande cazzata, e un motivo lo troverò strada facendo, tra qualche riga.
E' arrivata l'estate, alleluja! La scuola è finita, le ansie sono finite e ci ritroviamo a vivere alla leggera, come capita, senza programmi nè sveglie. Scuola a parte, chissà poi perchè iniziamo a fare il conto alla rovescia già dal 1 Gennaio. Chissà quanti rimpiangeranno le cinque ore, le risate fragorose fatte in faccia ai prof incazzati, la tipa piena di sè che correva nei corridoi o il ragazzo sconosciuto con lo sguardo perso alla macchinetta, intento a scegliere tra un pacco di croccantelle e the.
Chissà quanti quest'estate riempiranno quaderni, block notes o post-it con aforismi che ti vengono fuori mentre sei sotto la doccia, quando l'acqua calda un po' ti brucia e un po' ti sveglia.
Chissà quante storie inventeranno, quanti dialoghi circoleranno nelle loro teste; chissà se saranno loro stessi i protagonisti, se si immagineranno a parlare con l'amore della loro vita, a bere un drink con lui. Chissà quanti perderanno la spontaneità e quanti saranno felici per davvero.
Ahh, il bello dello scrivere è che anche se inizi un paragrafo e non sai perchè lo fai, prima o poi c'è una parola che si sottolinea da sola, e non puoi fare a meno di guardarla.
Amore. Parlavamo d'amore? Maledetto il giorno in cui il primo sceneggiatore di telefilm ha imposto il tabù che d'estate ci si deve innamorare, maledetto il giorno in cui altri sceneggiatori contenti l'hanno imitato a ruota.
Poveri noi ragazzi, che senza l'amore ci sentiamo persi, quasi pecore nere escluse dalla massa.
L'amore non ha stagioni, l'estate non gli paga mica una tassa per avere l'esclusiva assoluta.
Credo che l'amore arrivi proprio quando non hai nessuna voglia di innamorarti, quando inizi a schifare le coppiette che si abbracciano (un po' per la loro dolcezza appiccicosa, un po' per invidia), quando vedi i lucchetti attaccati ad un lampione e cambi strada.
L'amore va, viene. Unisce amici, ne allontana altri. L'amore è una canaglia, e ti insegnano che devi essere altrettanto bastardo nei suoi confronti. A che serve mostrarsi troppo dolci, se non a farti ammuffire prima il cuore?
Io questo non l'ho ancora imparato. Come fare il cheescake o capire il fuorigioco, l'amore è nella mia lista delle cose impossibili da capire.
Dicono che non si vive senza amore. "Chi se ne frega" - dico io con una punta di cinismo.
Voglio fare un passo alla volta, voglio prima imparare a vivere giorno dopo giorno, senza programmare le emozioni.
Voglio vivere la vita che viene, perchè ho chiuso in un cassetto le paure e non voglio metterne altre.
Voglio imparare a ridere di più, se possibile.
Ridere delle disgrazie, ridere di quella me infantile che non ho il coraggio di chiudere nel cassetto.
Ridere di quell'amore che non c'è e che come una vecchia zitella preferisco non avere.
Ridere di tutto, tranne che dei sogni. Anche i più stupidi hanno un fondo di verità.
Morale della favola: quest'estate, prima di uscire di casa, chiudete il vostro cervello nel cassetto e vivete un po' più di cuore.

Tra una botta che prendo
e una botta che do
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m'alzerò

C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

(Negrita, Ho imparato a sognare)

Alla prossima pagina del diario di bordo (se riuscirò a chiudere il mio cervello da qualche parte.)
 
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