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Il presidente Diper   Capitolo Precedente sfoglia 
Cap. 3 scritto da FABRIZIO PALLOTTI il 06-02-2010 Stampa il capitolo Scrivi un commento Leggi i commenti 
“Ma dico – faccio io scandalizzato – la polizia... ? Questo è un criminale o un pazzo, e va arrestato oppure ricoverato!”.
“Ai problemi del paese di solito ci pensa il nostro presidente; una vera polizia non c'è”.
“L'hanno detta al presidente, questa cosa?”.
“Sì, disse che avrebbe preso provvedimenti”.
“E questo... quando?”.
“Una ventina d'anni fa”.
Mi è difficile credere a quello che sento, ma capisco che parla seriamente. Mi sforzo di reprimere la forte emozione suscitatami da quella risposta, e con molta tranquillità replico “Si è visto... come ha provveduto”.
“Chi è? Dove abita?”, riprendo poi.
“Si chiama Claudio Diper, è il presidente di questa regione. Abita nel centro del paese”.
“Bene. Si può andare da lui senza nessuna procedura particolare... ?”.
“Credo di sì”.
“Allora vado. Arrivederci”.
“Arrivederci”.
Arrivato in centro, chiedo più precisamente dove sia la sua sede. Mi indicano un palazzotto.
Entrato, vedo uno studio squallido, e seduto un uomo spettinato, trasandato, coi piedi sulla scrivania. Sorride con aria furbastra.
“Buongiorno. Dica pure, basta che faccia in fretta perché tra poco esco”.
“Lei è... il presidente?”.
“Sì”.
“Allora ho già capito...”, penso.
“Innanzitutto – comincio – ritengo che la questione del Signore Scherzoso sia più urgente che mai, quindi mi sembra opportuno intervenire subito. Poi, siccome abito altrove e mi sono perso qui, bisognerebbe trovare un modo per tornare”.
“Eh già... Bisognerebbe proprio”, fa lui, destandomi l'impressione di una presa in giro mista a menefreghismo. “Per quel che riguarda il Signore Scherzoso, me n'ero occupato qualche tempo fa...
Ma via, eh! Più urgente che mai, intervenire subito! Ma si goda la vita, finché c'è vita c'è speranza!
Vado a farmi quattro bicchieri di brandy proprio qua sotto, viene anche lei?”.
Dopo un attimo di perplessità rispondo “Certo, così continuiamo a parlare”.
“Ma sì, va, che parlare fa sempre bene, mantiene in forma. Buona lingua non mente. Parlare fa buon sangue! Eh sì, è una cosa molto importante. Anche dove stiamo andando adesso c'è da parlare. Ho qualche amico lì, si chiacchiera, si sta in compagnia...”.
Intanto siamo quasi arrivati. Mi affretto a riprendere il discorso.
“Presidente Diper, quel 'Signore Scherzoso' há orribilmente ucciso una ragazza, un uomo e forse anche più di sedici persone: crede sia il caso di fermarlo, oppure si può anche stare tranquilli, tanto... ?”.
Ma appena entrati, la confusione è tale che non riesce a sentirmi, anzi lo vedo puntare immediatamente verso il bancone per ordinare.
Andiamo a sederci intorno a un tavolino, stretti da una gran folla.
“Basta che si scoli i suoi alcolici, questo tizio, che per lui va già bene – penso – Cosa può importargliene del resto del mondo?”.
“Ne vuole un po' anche lei?”, mi chiede.
“No, grazie; già per conto mio non prendo mai niente, quindi...”.
“Suvvia, beva...”, dice rovesciandomi il bicchiere in bocca.
Il tempo trascorso in quel locale con il presidente fu un'esperienza scioccante. Bevetti non so quanti bicchieri di whisky, brandy e altro. Uscimmo ubriachi fradici, cantando e ballando.
Dal canto mio, appena tornato, caddi sul letto e dormii quasi una mezza giornata.
Spiego alla donna di prima che il presidente mi ha trascinato nella sua... orgia; e, inoltre, senza aver ottenuto risultati positivi.
“Ma voglio dire – comincio a lamentarmi – l'unico mezzo di controllo esistente in questo paese non è altro che un presidente alcolizzato? E chi provvede per questo? Bisogna forse tenersi questo imbecille?”.
“Mah, guardi – obietta lei – all'inizio sembrava un giovanotto con buone idee in testa; ha fatto grandi cose per questa regione, e non lo si può negare. Poi, col passare degli anni, è cambiato... Eh, purtroppo succede”.
“Domani tornerò a parlarci, sempre che si concluda qualcosa. E quando ci sarà il Signore Scherzoso vorrei proprio fare una capatina fuori...”.
 
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