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Il Signore Scherzoso   Capitolo Precedente sfoglia Capitolo Successivo
Cap. 2 scritto da FABRIZIO PALLOTTI il 06-02-2010 Stampa il capitolo Scrivi un commento Leggi i commenti 
Sono pressoché l'unica persona in strada. Vedo un uomo daí baffetti marroncini, in frac, indossa bombetta e ha una mazza col pomo. Si avvicina; “Buongiorno”.
“Buongiorno” rispondo, cogliendo l'occasione gli dico da che città sono venuto, e di essermi perso.
“Mi sa dire cosa dovrei fare per... ?”.
“Sì sì, ho capito. Guardi, è semplicissimo: lei giri a sinistra, vada avanti per un chilometro e quindi giri a destra; uscito da questo paese, basta che percorra una campagna, poi dovrà superare altri paesi, e arriva”.
Mi sembra che possa bastare; in seguito chiederò altre informazioni.
“La ringrazio, arrivederci”.
“Anche a lei”.
“Siamo a posto: devo superare dei paesi per tornare – penso – ma se fossi fortunato potrei perfino trovare il pullman...”.
Corro subito per cercare la via principale e il ponticello. Seguo il percorso indicatomi dall'uomo.
Passo davanti alla porta del palazzo e la vedo aprirsi. La donna che suonava il piano si incammina verso di me. Non so perché ma sono pervaso da un senso di inquietudine. Con passo veloce riprendo il tragitto.
Dopo alcuni metri comincio a essere stanco. Guardo indietro: la donna mi sta seguendo. Avverto una specie di soffocamento, di oppressione al petto.
Finalmente ho quasi raggiunto l'uscita del paese, quando sento un botto fortissimo. Il ponticello, appena intravisto, si ricopre di una nebbiolina grigia.
Mi sveglio; una delle donne della casa che avevo abbandonato è china su di me con aria severa.
“Così voleva andarsene, eh? E dove? Lei deve stare qua! Non ci provi mai più, intesi?!”, mi urla.
“Cosa? - replico – io mi ci sono perso qua, e voglio tornare a casa!”.
“No no, lei resta qui per un po'”, e dopo un breve periodo di silenzio aggiunge: “Soprattutto nell'ora in cui c'è il Signore Scherzoso, le conviene stare dentro. Come vede, le ha giocato un brutto tiro”.
“Signore Scherzoso? Chi sarebbe? In che senso m'ha giocato un brutto tiro?”.
Lei mi spiega che il Signore Scherzoso è vestito con frac e bombetta, e si diverte a far scherzi in giro per il paese, daí più leggeri a quelli addirittura pericolosissimi. E' “attivo” dalle 17 alle 18.
Mi racconta alcuni dei suoi “scherzi” più forti, di cui tutti i paesani conservano il triste ricordo.
Quasi una decina di anni fa, per esempio, una ragazza era andata da un parrucchiere. Quest'ultimo era tuttavia il Signore Scherzoso, travestitosi in modo irriconoscibile.
Egli durante il lavaggio gettò nell'acqua un asciugacapelli acceso; a quei tempi c'erano già. La ragazza fu uccisa da una rapida scarica elettrica. Lui, ridendo, si spogliò e fuggì, lasciando tutti allibiti.
Un po' più recentemente, un uomo era arrivato di corsa alla stazione ferroviaria, per prendere un treno che si sarebbe fermato poco tempo lì. Durante la corsa verso il binario, il Signore Scherzoso che era rimasto in agguato lo fece inciampare, causandone la caduta sulle rotaie. In quell'attimo le ruote del treno ne tranciarono il corpo.
Qualche giorno fa il “burlone” aveva messo una bomba di uma certa potenza in uma cassa di ortaggi, al mercato del paese. Vi furono sedici vittime.
Nel mio caso, la strada indicatami era giusta; ma lui mi aveva aspettato, per poi gettarmi davanti un petardo. Quando questo esplose, evidentemente il rumore fu tanto forte da provocarmi uno svenimento. Le due donne erano riuscite a trovarmi e mi avevano riportato a casa loro.
 
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