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Di solito da qualche parte, magari alla fine della storia, si trova scritto che ogni riferimento a fatti o persone è del tutto casuale.
Conoscendo chi ha scritto questo primo capitolo, faccio fatica a sostenere tale dichiarazione. Per fortuna che gli scrittori si alternano, altrimenti chissà che fine avrebbe fatto il povero "ingegnere ottuso".
Grazie per questo spaccato di rapporto di coppia...


Un regalo indimenticabile    sfoglia Capitolo Successivo
Cap. 1 scritto da madele il 20-12-2008 Stampa il capitolo Scrivi un commento Leggi i commenti 

Oggi è il nostro anniversario. Devo fare un regalo a mia moglie.
Mi ha detto che stasera festeggeremo. Ha mandato i bambini da mia madre e credo che voglia preparare una cena a casa. Una roba romantica, con le candele e la puzza di incenso che il giorno dopo te la senti anche sui calzini.
Chissà cosa si mangia? Speriamo faccia le lasagne con il pesto, le vengono benissimo.
Le avevo detto che avremmo potuto ordinarci un paio di pizze dal "pony pizza". Mi sembrava un’idea gentile, così, almeno, non doveva cucinare e fare la spesa. Era per non farla stancare. Non so perché, ma ho avuto la sensazione che ci fosse rimasta male. Ha detto che preferiva mille volte passare dieci ore in cucina piuttosto che mangiare una pizza di cartone. Boh, chi le capisce è bravo…le donne. Vai a fare una cosa carina.
Io, intanto, andrò a comprarle un profumo. E’ sempre un classico. Le piacerà sicuramente. Lo scorso anno si è terribilmente commossa quando ha aperto il suo regalo.


Shhhh!!!!!!!!!!! ZITTI!!!!!!!!!!!!!! non dite a nessuno che mi avete visto qui….Mio marito mi ammazza se lo sa. Ha già minacciato il divorzio almeno in tre occasioni.
Per la verità, ad essere sinceri sinceri, l’ultima volta è anche andato dall’avvocato per avviare le pratiche per la separazione.
Lui non lo sapeva, ma per fortuna l’avvocato era un mio amico e mi ha avvertito in tempo. Sì, sì, lo so che deontologicamente non si fa e che non è professionale. Però, almeno, sono potuta intervenire in tempo. Non sapete cosa ho dovuto fare per recuperare la situazione: cenette di altissimo livello tutte le sere, biancheria supersexi (e voi provateci a dormire per due settimane di fila con quelle trappole maledette, sicuramente progettate da un uomo, con il filino dietro che ti sega fino alle scapole…). Insomma. Ho proprio rischiato di perderlo.
Un fatica incredibile, ma, alla fine, è andato tutto bene. Ma ho dovuto promettere che non l’avrei fatto più. Comunque, lui non mi ha visto, ma….. HO INCROCIATO LE DITA!!!. E lo sanno tutti che quando si incrociano le dita la promessa non vale, no?
La verità è che fingo di assecondarlo, ogni tanto, quando proprio si arrabbia, ma lui è terribilmente esagerato. Anzi, secondo me, è OTTUSO. Sì: il termine esatto è OTTUSO. Così gli dico, ogni tanto, quando litighiamo.
E’ ottuso, perché non capisce l’innovazione. Non sperimenta le novità. E’ pregiudizialmente chiuso nei confronti di tutto ciò che non sia orribilmente o ordinariamente NORMALE.
Una noia mortale, non trovate?
Io, invece, io no. Sono diversa, io. Sono innovativa, io. Sono curiosa. Credo di aver avuto anche un trisavolo avventuriero, da parte di papà. E che altro dire? Con i geni non si scherza. Quelli del DNA, intendo…anche se a volte mi sento effettivamente un po’ un genio incompreso anche io.
Perché, a differenza di lui, io capisco subito il valore nascosto di una cosa che sembra banale, o inutile.
Venite, ora…venite con me a vedere questo negozio delle meraviglie. Vende oggetti “introvabili”. Sono introvabili perché arrivano da tutto il mondo…poi, nei nostri centri commerciali li trovate dopo molti molti anni. E tutti pensano che siano cose eccezionali. Io, intanto, le ho a casa e le uso già da molto tempo. Mi fanno tenerezza quelli che “scoprono” queste “novità” che sono in giro da almeno cinque anni. Anche mio marito è tra quelli. Poverino. E non sa nemmeno che almeno la metà degli “arnesi” (così li chiama) che usiamo in cucina li ho comprati io di nascosto in questo negozio… tipo gli aghi che usiamo per cucire, che hanno una cruna magica in cui il filo si inserisce da sopra e non in quel minuscolo buchino malefico. Figuratevi, non si è neppure accorto che abbiamo una ventosa “antipuzza” nella pattumiera, da almeno un anno. La scorsa settimana mi ha chiesto da dove era caduto quel “tappaccio di plastica nero”…
E poi, avete presente le “racchette fulmina insetti” che hanno invaso il mercato negli ultimi due –tre anni? Beh. Io ne avevo una in casa già sette anni fa. I miei amici quando la vedevano restavano sconvolti…ed ora…ora ne hanno almeno due per uno. Perché adesso vanno di moda. Te le vendono pure i cinesi sulla spiaggia. Le trovi a tre euro. Io l’ho pagata un patrimonio, all’epoca, ma non mi importa. E’ il prezzo da pagare per l’innovazione e per l’esclusiva.

Comunque, all’inizio venivo qui di nascosto. Poi tornavo a casa e posizionavo tutto quello che avevo comprato strategicamente, in modo che mio marito trovasse in giro una cosa per volta ed a distanza di diversi giorni una dall’altra. Così, con fare molto naturale, gli dicevo “oh, quello….è molto che ce l’avevo. L’ho comprato prima di sposarti. L’ho soltanto riesumato dai miei scatoloni del trasloco” . Storceva il naso poco convinto. Devo dire che per un po’ ha funzionato, ma poi gli scatoloni sono stati svuotati tutti ed una volta mi sono dimenticata di far sparire lo scontrino. Non l’ho mai visto così arrabbiato.
Che poi…ha fatto una tragedia per un’amaca da termosifone per il gatto. E’ vero…il nostro gatto è così ciccione che si è schiantato al suolo insieme all’amaca appena ho provato a mettercelo sopra…ma tanto i gatti hanno nove vite…e poi era irresistibile l’idea del gatto caldo caldo che si dondolava su un’amaca, non trovate? Comunque ho visto che ne hanno fatto un altro modello. Mi sembra più resistente. Forse dovrei provarla.
Comunque, voglio essere proprio sincera. Qualche cosa, di quelle che ho comprato, in effetti, non ha fatto proprio una buona riuscita.
Mi ricordo, ad esempio, i primissimi cappellini con il ventilatore sulla testa. Stupendi: ti metti il cappellino, azioni il ventilatore e ti rinfresca la testa. D’estate sono eccezionali. Anche quelli, ora, si trovano ovunque.
Ne avevo comprati due per i nostri bambini…altrimenti temevo litigassero.
Erano dei modelli ancora sperimentali. Vi parlo di almeno dieci anni fa….Appena usciti sul mercato. Comunque, per farvela breve: alla bimba si è incastrato il ciuffo davanti dei capelli. Non potete capire che spavento….. Però, passata la paura iniziale, la situazione, secondo me, presentava anche il suo piccolo lato di comicità: invece della frangetta le era rimasta una specie di…ahem…stempiatura, direi. Mica una tragedia, dai. I capelli ricrescono. E poi era piccolina. L’ho portata dal parrucchiere, le ho fatto un taglio un po’ più cortino e alla moda e via! Tutto risolto.
Con il maschietto, invece, in effetti, abbiamo avuto qualche problema in più. Perché lui ha preso da me: si entusiasma moltissimo. Ha portato il suo splendido cappellino per un mese consecutivo. Non se lo levava mai. D’altra parte, io, da buona madre, avevo provveduto a scorciargli i capelli per evitare altri incidenti. Ma non avevo messo in conto la… sinusite. Povero piccolo… Abbiamo passato un autunno d’inferno. Va beh. Ma mica è colpa mia: quando uno esagera, esagera.
Mio marito si è infuriato, come al solito e non mi ha parlato per venti giorni. Neanche lo avessi tradito con il commesso del negozio, dai.

Invece l’allarme senza fili ha funzionato una meraviglia. Un vero successo. L’incidente di percorso non è dipeso, decisamente, né da me, né dall’allarme.
Avete presente quando andate in viaggio e vi ricordate delle vostre mamme che per anni vi hanno angosciato con la storia “staiattentoaitopidialbergochetientranodinotteinstanzaeneppureteneaccorgi” Beh. Questo attrezzetto di cui vi parlo è semplicissimo: è un allarme autoadesivo, a pile, da applicare alle porte o alle finestre, che suona se qualcuno tenta di entrare mentre dormite. E poi io ho il sonno molto pesante… quindi, per me, sicuramente, una grande utilità.
L’ultima volta che siamo andati in Germania, l’ho portato. Anzi, per essere sincera, l’avevo visto sul catalogo delle novità e mi sono fiondata a comprarlo il giorno prima della partenza. Avevamo organizzato un viaggio romantico. Solo io e mio marito: i bambini li avevamo lasciati dalle nonne. Ogni tanto c’è bisogno di recuperare un po’ di intimità e di rigenerare la coppia…
Abbiamo trascorso una serata splendida. Cena. Locali con musica dal vivo. Passeggiata per il centro. Magnifico. Perfetto, direi. Nulla avrebbe potuto rovinare l’atmosfera magica che si era creata.
Poi siamo andati a dormire e, mentre mio marito già ronfava, io mi sono ricordata di non avere posizionato il segnale d’allarme. Cavolo. E se nella notte fosse entrato qualcuno? Non potevo rischiare che il nostro splendido week end d’amore fosse messo a repentaglio da qualche balordo in cerca di spiccioli o di un cellulare. Così ho azionato gli allarmi alla porta, alla porta finestra del balcone ed alla finestrella del bagno. Sì, va beh, come avrete capito, ne avevo comprati tre. Ma non potevo mica sapere quante finestre ci sarebbero state in stanza. E che senso ha mettere l’allarme alla porta e lasciare scoperte le finestre?
Mi sono svegliata alle 4 di mattina con un fischio allucinante.
E’ incredibile quanto riesca a suonare forte un apparecchio così piccolo che usa solo due batterie a bottone.
Roba da matti! Mio marito si era alzato nella notte ed aveva pensato bene di andare a fumarsi una sigaretta sul balconcino. Ed io che non sapevo neppure che avesse ripreso a fumare, l’infame.
E’ stata una nottata terribile. Prima ci sono piombati in stanza tutti i clienti dell’albergo. Poi gli scagnozzi della sicurezza. Ed invece di preoccuparsi per lo spavento che ci eravamo presi, continuavano a urlarci contro cose assurde, che non capivamo. Mio marito, in mutande, che cercava di dare spiegazioni in un misto di inglese e francese becero…perché di tedesco non parliamo una parola.
Alla fine, ci hanno invitato a lasciare la stanza il giorno dopo… anche se avevamo prenotato per 3 notti. Ci hanno fatto anche due multe: una perché in albergo era vietato fumare. E l’altra per una cosa tipo…boh…quelli che da noi chiamano schiamazzi notturni, credo. Che ne so: non ho neppure capito che cosa ci avevano contestato. Che poi il balconcino non è mica parte della “stanza di albergo”…che iniquità. E come se non bastasse ci hanno fatto pagare i danni perché quando mio marito, infuriato, ha staccato i segnali di allarme dalla porta e dalle finestre, il potentissimo biadesivo aveva scrostato tutta la vernice. Il solito grezzo….poteva pure starci un po’ attento, no? E immaginate chi si è beccato la colpa di tutto questo pasticcio? Io.
Invece di ringraziarmi per l’attenzione e per la cura che avevo messo nel tentare di proteggere la nostra tranquillità e la nostra intimità, mio marito mi ha insultato per tutto il viaggio di ritorno.
Io, per la verità, sono abituata a guardare il lato positivo delle cose: c’era da essere molto soddisfatti dell’acquisto, considerando che l’allarme aveva funzionato benissimo e che se un ladro avesse tentato di entrare in stanza, la sicurezza sarebbe arrivata immediatamente. Ho provato a farlo riflettere su queste circostanze, ma quando siamo tornati a casa, la mattina dopo, è andato dall’avvocato. L’ho detto che è ottuso…non ha proprio apertura mentale.
Comunque. Ho deciso che devo assolutamente fargli cambiare idea: deve comprendere l’utilità delle cose che vendono in questo negozio. Ed imparare ad apprezzarle. Va un po’ educato il ragazzo. Gli comprerò il regalo del nostro anniversario qui…
Tra l’altro, è soltanto prevenuto: sono convinta che se non sa che l’ho preso qui gli piacerà moltissimo.
Già immagino la scena: scarterà il pacco, mi guarderà allibito e, con le lacrime agli occhi, mi domanderà dove ho trovato questo gioiello. Mi amerà sempre di più. E dopo molti anni che lo utilizzerà, quando non potrà più farne a meno, forse, un giorno, con la massima naturalezza gli dirò “oh, quello… l’ho comprato in quel posto che odiavi tanto”….Già me lo immagino lo stupore. Allora mi dovrà chiedere scusa per non avermi capito e per aver disprezzato per così tanto tempo il mio negozio preferito. E finalmente avrò la mia rivincita.
Va bene, vediamo cosa c’è di bello qui…
Deve essere qualcosa di unico, esclusivo, introvabile, appunto.
Ma anche utile. Così utile da non poterne più fare a meno.
… Cos’è quello? Ah, il telecomando per le prese di corrente.
Ma…Ahem…no, quello no… sì, lo so, lo so che è molto utile, perché puoi spegnere qualsiasi elemento sia attaccato alla presa usando il telecomando e restando tranquillamente seduto in poltrona. La verità è che l’ho già portato a casa lo scorso anno. Anzi, ne avevo comprati un po’ ed avevo posizionato le prese da far funzionare a distanza in tutta casa …Ogni telecomando può gestire fino a quattro prese di corrente. Il guaio è stato che la bambina, giocando, deve aver spostato i diversi telecomandi. Così, quello dello studio è finito in sala e quello della sala in studio. Una sera mio marito stava lavorando “fitto fitto” ad un progetto di lavoro sul computer di casa da consegnare il giorno dopo. Io, che (che che lui ne dica) sono una moglie adorabile, lo stavo aspettando per andare a letto insieme, guardando un po’ di tele. Ma ho atteso fino alle tre di notte. Poi, visto che non aveva ancora finito e che ero distrutta, ho lasciato da parte i buoni propositi ed ho deciso di andare a dormire. Che vi devo dire? Non so come sia potuto succedere, ma il telecomando che avrebbe dovuto disattivare la televisione, la piantana e la stufetta elettrica della sala in un colpo solo ha disattivato contemporaneamente le prese dello studio: quella del pc, quella dei faretti e quella del plotter che stava stampando. Una specie di improvviso black out localizzato. Che colpo! Ho sentito soltanto una imprecazione al cielo. E sono stata percorsa da un brivido freddo lungo la schiena. Tutto perduto. Il lavoro di una nottata. Il “genio” non aveva salvato il file. Non salvava da almeno 3 ore, capite? Ma si può, io dico, non avere neppure una funzioncina di backup dei dati o di salvataggio automatico ogni 10 minuti? Ce l’hanno tutti, cavolo. E poi…puoi lavorare per ore e non preoccuparti di salvare? E la tavola che era in stampa da una buona mezzora… da buttare!
In quella occasione sono stata un po’ disonesta. Mi sono dovuta inventare che in giornata quelli che stanno costruendo il palazzo di fronte avevano fatto dei lavori sulla linea elettrica ed ho ipotizzato che potessero aver danneggiato qualcosa. Lui era disperato. Non l’ho mai visto così. Stava per piangere. Continuava a ripetere in modo ossessivo che non capiva come mai, se c’era un danno sulla linea elettrica, era saltata la luce soltanto nello studio ed era rimasta nel resto della casa. Il salvavita era a posto. Tutte le prese funzionavano tranne quelle dello studio. Inspiegabile. Inspiegabile, va beh…si è pure laureato in ingegneria. Forse con i punti premio, dico io… Comunque, laurea o punti, la storia dei lavori sulla linea se l’è bevuta, per fortuna. L’ho scampata per un pelo. La mattina dopo, ovviamente, ho eliminato le tracce di tutte le prese a telecomando della casa. Il poverino ha lavorato per l’intera notte al progetto, ma è riuscito a finirlo per consegnarlo la mattina dopo. Io sono andata a letto e non riuscivo a prendere sonno. Comunque, sensi di colpa a parte, tutto è bene quel che finisce bene. E sicuramente un’altra conferma dell’assoluta efficienza e capacità di funzionamento delle cose che compro.
Però sono rimasta un po’ segnata dall’episodio e non mi pare una buona idea regalo.
Mi serve qualcosa di più raro o, forse, di più romantico. In fondo è per l’anniversario.
Non deve necessariamente essere costoso, purchè sia particolare. Vediamo? Il perizoma con davanti il cappellino termico ed il doppio strato con liquido glaciante per “tenere i gioielli al fresco”? Negativo… Non è neppure una gran novità. Ce l’hanno da almeno un paio di anni. L’ho comprato proprio due anni fa come regalo di compleanno per un ragazzo del nostro gruppo. Volevo fosse una sorpresa anche agli altri. Mi ero offerta di andare io a comprare il regalo da fare tutti insieme. Mi sembrava un’idea originale e simpatica. Anche utile, in realtà. Dicono che al fresco l’attrezzatura maschile si mantenga meglio… e che alla lunga migliori le prestazioni. Se guardate bene, c’è anche allegato un depliant scientifico che elenca tutti i vantaggi ed i benefici del freddo applicato “lì”.
Alla fine della cena il nostro amico ci ha comunicato ufficialmente che il giorno successivo sarebbe entrato in seminario, perché aveva scoperto di avere una vocazione speciale per fare il religioso e, come se non bastasse, in particolare, il monaco di clausura. Lui è stato simpaticissimo. Ci ha restituito il gadget sorridendo, dicendo che forse sarebbe stato più utile a noi, perché, testuali parole, i suoi gioielli non correvano il rischio di surriscaldamento. E che comunque avrebbe fatto voto di povertà e che una tale ricchezza sarebbe potuta risultare inappropriata. Che imbarazzo. Alcuni dei miei amici lo sapevano già da tempo. Ma non potevano dirmelo prima? E al negozio non me l’hanno neppure cambiato, perché “l’intimo non si cambia”. Ma che intimo…non l’ha neppure aperto! Che poi…anche in seminario….e che c’è di male se uno si porta un perizoma rinfrescante? Tanto sotto la tonaca chi glielo vede? Nessuno dei miei amici - i soliti bigottoni - l’ha voluto e parecchi non mi hanno neppure restituito i soldi. Accidenti, con quello che era costato….Comunque un prezzo onesto: la funzione di rinfrescamento con il doppio strato ha bisogno di una tecnologia sofisticatissima. C’è un liquido chimico particolare tra uno strato e l’altro e la cosa eccezionale è che si può anche lavare in lavatrice a trenta gradi senza che perda le sue proprietà. Non l’hanno proprio capito il valore di questo oggetto… E la reazione di mio marito? Ha cambiato posto ed ha finto di non conoscermi per tutto il resto della serata. Ha detto che sperava che a qualcuno fosse sfuggito che eravamo sposati. Che ignorante cafone. Sono anche dovuta tornare a casa con il taxi perché all’uscita se n’è andato con la nostra macchina senza aspettarmi. E pioveva pure, accidenti. Meno male che non sono permalosa.
Va beh…qui ci vuole un’altra idea. Un’idea geniale. E deve essere proprio una novità, un oggetto di ultima generazione. Magari è meglio una cosa di alta tecnologia. Visto che… “E' INGEGNERE” … forse potrebbe apprezzarla di più.
....chissà cosa mi comprerà lui per regalo. Di sicuro non un profumo. Sono sette anni consecutivi che mi regala profumi. Lo scorso anno mi sono messa a piangere per lo sconforto. Credo che finalmente abbia capito che li detesto.
 
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