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RecensioneScritto da :  Edom70   Voto :  voto in stellevoto in stellevoto in stelle
 Titolo :  Io sono il tenebroso
 Autore :  Fred Vargas
 Scritto il :  16-10-2009

 Louis Kehlweiler si è ritirato dal ruolo di investigatore per il ministero degli Interni perchè "non si può passare la vita a sguazzare nel crimine". Passa le giornate traducendo una voluminosa biografia di Bismark, il cancelliere dell'Impero, ma ben presto si ritrova coinvolto in un nuovo fatto di sangue che da settimane occupa le prima pagine dei giornali francesi. Due giovani donne sono state uccise, prima strangolate e poi sfigurate con ripetuti colpi di forbice. "Il killer delle forbici ha le ore contate" dichiara la polizia: un uomo alto, magro, sgradevole è stato notato appostato per giorni davanti alla casa della seconda vittima ed il suo identkit è stato diffuso e presto verrà pubblicato sui giornali.
Clement Vanquer, alto, magro, dall'aspetto sgradevole capisce che la polizia è sulle sue tracce. Clement è un uomo non molto brillante, gli altri lo considerano uno stupido, solo Marthe gli ha insegnato a leggere quand'era piccolo e si è presa cura di lui. Marthe è una ex prostituta. Dopo anni di silenzio, Clement torna nella sua vita e lei riesce a scorgere ancora il bambino maltrattato e abbandonato che aveva amato e che improvvisamente il padre aveva portato via da Parigi e da lei tanti anni prima.
Per Marthe, Clement è un ragazzone innocente e Louis, il tedesco, deve aiutarla come quando l'ha aiutata ad uscire dal giro della prostituzione e ad aprire la bancarella di libri sulla Senna.
E così Louis è coinvolto suo malgrado ed insieme a lui vengono coinvolti il suo amico Marc Vandoosler e gli altri due "evangelisti" che, dopo l'esordio nel libro "Chi è morto alzi la mano", tornano in questa storia come attori secondari ma fondamentali per la soluzione del caso.
Una bella storia, che sa raccontare crimini orribili senza porre l'accento sulla violenza degli atti ma prestando attenzione alle personalità ed ai sentimenti delle persone coinvolte.
 
 
 
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