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RecensioneScritto da :  Edom70   Voto :  voto in stellevoto in stelle
 Titolo :  Fight Club
 Autore :  Chuck Palahniuk
 Scritto il :  05-10-2009

 

La prima regola del fight club mi impedirebbe di parlare del Fight Club.
Ogni uomo che si presenta al Fight Club la prima sera deve combattere.
Il combattimaneto continua fino a quando uno dei due dice basta oppure perde i sensi.
L'ultima volta che ho picchiato qualcuno avevo sei anni ed il combattimento è terminato subito perchè la maestra ci ha separati. Speravo ci fosse una interruzione imprevista anche quando il combattimento è ripreso a casa
e mia madre mi ha fatto "capire" che non ci si comportava così con i compagni di classe.
Il Fight Club non fa per me, e non sentendomi vincolato dalle sue regole ne parlo.
Al Fight Club non si combatte contro i nemici: si affrontano perfetti sconosciuti. Si rimane a mani nude, senza camicia e senza scarpe e poi ci si affronta fino a spaccarsi la faccia a vicenda e a spezzarsi il collo, per sentirsi vivi a dispetto di ogni conformismo e anestesia indotti dalla società in cui viviamo.
E' una storia allucinata, dai contorni confusi, in cui il protagonista ipocondriaco e insonne inizia a frequentare gruppi di ascolto per persone affette da mali incurabili come unico rimedio efficace per conquistare qualche ora di sonno. La comparsa di Marla Singer agli incontri, sana come lui e quindi bugiarda come lui, scombussola il precario equilibrio conquistato. Ritorna l'insonnia. Durante uno dei suoi viaggi di lavoro, il protagonista incontra Tyler Durden ed è un'attrazione immediata. Di lì a qualche giorno nasce l'idea del Fight Club ed è impressionante con quanta rapidità si concretizzi e raccolga consensi.
Dopo il primo, nello scantinato di un bar, vengono aperti altri Fight Club in molte città degli Stati Uniti. Tyler inizia a radunare volontari per un gruppo anarchico volto alla generazione di caos. I volontari, "scimmie spaziali", vengono addestrati nella creazione di ordigni esplosivi, nella trasformazione del grasso in sapone e nella ideazione di azioni di disturbo della quiete pubblica. La macchinazione creata da Tyler prende il via e in breve tempo vivrà di vita propria, fuori da ogni controllo.
Per chi avesse visto il film del 1999 diretto da David Fincher, il finale del libro è diverso.
Un modo di scrivere crudo e schietto, immagini da nausea, storia allucinata, originale: non è una lettura rilassante ma tutto sommato è un bel libro.

 
 
 
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