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RecensioneScritto da :  Vampire   Voto :  voto in stellevoto in stellevoto in stellevoto in stelle
 Titolo :  Uomini che odiano le donne
 Autore :  Stieg Larsson
 Scritto il :  17-09-2009

 

Il merito di aver letto questo libro lo devo alle pagine di queste recensioni, in quanto è già stato commentato e al fatto che ne sia stato tratto anche un film, cosa che mi ha liberato dal pensiero che fosse una sorta di reportage di storie d'amore finite male. Quello che ho trovato in questo libro è una storia avvincente, personaggi caratterizzati alla perfezione, luoghi insoliti per questo genere di trama, visto che parliamo di svezia, che l'autore riesce a renderci perfino familiari, tanto che qualcuno potrebbe essere indotto a prenotare la sua prossima vacanza nella sconosciuta isola di Hedeby.
Poichè è stato già detto tutto il bene possibile su questo "Uomini che odiano le donne" passerei direttamente ad alcune caratteristiche che ritengo dei possibili punti a sfavore; l'iter narrativo è lento, a volte anche troppo e questo potrebbe impedire a molti di portare a termine il romanzo, anche se non ne risente mai lo stile, fluido e scorrevole nei periodi e ancora adesso mi chiedo come Larsson sia riuscito a far convivere questa strana ambivalenza. La scelta di un Iter lento è sicuramente spiegata dalla trama, visto che la storia principale è quella della scomparsa di una ragazza, Harriet Vanger, trent'anni prima di quando agiscono i protagonisti, un mistero mai risolto sul quale come ultima possibilità viene chiamato ad indagare dal capostipite della famiglia Vanger, un affascinante e famoso giornalista, Mikael Blomqvist, caduto "misteriosamente" in disgrazia.
Trattandosi di una storia così "antica" è necessario riesaminare tutta la vecchia indagine, e trattandosi della famiglia Vanger una delle più importanti e potenti di Svezia, non priva di segreti e scheletri dell'armadio, è necessario ascoltare dalle parole del vecchio Henrik, la storia dei vari componenti familiari.
Questo racconto ha dei tratti un pò frustranti, immaginate che un anziano nonno vi racconti tutta la sua storia e quella della sua famiglia, ascendenti compresi, il vostro interesse e la vostra pazienza saranno inversamente proporzionali "alla seconda", rispetto alla lunghezza del racconto.
D'altronde un caso irrisolto da diversi decenni non può essere concluso in un lampo tra inseguimenti ed effetti speciali alla Dan Brown, qui parliamo di particolari a volte "insignificanti" alla ricerca di una briciola sfuggita ai passati inquirenti, in cui la più piccola delle incongruenze con la vecchia indagine di ricerca viene festeggiata, giustamente, come un grande successo; per cui concordi o meno questa è la scelta dell'autore che condivido in pieno, in un mondo che va troppo veloce vale la pena armarsi di qualche grammo di pazienza in più e portare a termine un grande capolavoro.
I personaggi meritano un paragrafo a parte in quanto li ritroveremo per tutta la trilogia, spero, visto che non l'ho ancora conclusa, ho già citato il giornalista investigatore Mikael Blomqvist che è un personaggio che personalmente porta il mio giudizio su di un limbo, da un lato è moralista fino al midollo, intransingente con tutto e tutti per la ricerca della "sua" verità che non può mai celare e che lo porta ad atteggiamenti continui di eccessiva superiorità  anche quando non può effettivamente permetterselo, come durante il colloquio per accettare l'incarico proposto da Henrik Vanger, poi tutta la sua morale e intransigenza viene deposta durante i rapporti con le sue varie partner, allora non fa più nulla se frequenta più di una donna contemporaneamente, se sono sposate, o più grandi o più piccole o persino sospettate, tutto sommato questo lato lo rende più umano e simpatico rispetto a quello del cronista intransigente e anche credendo veramente che Mikael sia tutte e due lo cose nella stessa persona non posso non ritenere che tutto sommato sia, senza che se ne renda conto, anche lui uno dei tanti buonisti che a volte critica, d'altronde nessuno è perfetto, ma almeno lui ha dalla sua il fascino.
Un altro personaggio che non ho mai citato e che lascio per ultimo ma non per ordine di importanza è l'incredibile Lisbeth Salander, che entra nella storia principale un pò per caso e tanto lei se ne innamora quanto noi di lei e della sua grinta, che riesce da sola a dare quelle brevi e intense accelerazioni presenti nella trama del libro. Di lei non scrivo nient'altro, sono sicuro che non vorrebbe, preferirebbe farsi conoscere da sola, o forse che non la conosceste affatto, anzi, sicuramente Lisbeth non vi consiglierebbe la lettura del romanzo di Larsson, è fatta così per cui accettate il mio ultimo consiglio, non datele retta, per questa volta e conoscetela con i vostri stessi occhi.

 
 
 
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