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RecensioneScritto da :  Ollecram   Voto :  voto in stellevoto in stellevoto in stellevoto in stellevoto in stelle
 Titolo :  Tanti saluti da Orazio
 Autore :  Marcello Parsi
 Scritto il :  24-03-2014

 Buongiorno, dott. Parsi. Sono venuta a farle qualche domanda sul suo ultimo libro.
Questa volta non si tratta di un romanzo ma di un saggio letterario. Vero? Ce ne dica qualcosa in anteprima per i nostri lettori.


Sì, è proprio così. Ho voluto interrompere la serie dei miei romanzi fantascientifici e fantastorici – ancora non so se sia una scelta definitiva o temporanea – per ritornare alla mia amata letteratura latina... Sì, amata: più passa il tempo e più la scopro attuale e coinvolgente.

Perché proprio Orazio? Le è particolarmente simpatico?

Definirlo simpatico mi sembra alquanto riduttivo. In realtà lo considero come un amico, sempre pronto a darmi qualche utile consiglio – ma in punta di voce, senza voler apparire una specie di grillo parlante – e a suggerirmi lo spunto per qualche risata, così alla buona, senza malanimo verso nessuno.

Se la memoria non m'inganna, ricordo di aver studiato al liceo che è stato proprio lui a scrivere il “Carme secolare” su richiesta dell'imperatore Augusto... C'entra qualche cosa con la sua simpatia per lui?

Capisco a che cosa vuole alludere... Ormai vogliamo far entrare la politica in ogni discorso: no, il fatto che le vicende della sua vita l'abbiano spinto a diventare un poeta di corte, tenuto quindi a certi obblighi, mi lascia assolutamente indifferente. Infatti sono dell'idea che le sue Odi civili, in cui esalta i valori della romanità, e lo stesso “Carme secolare” non siano davvero le cose migliori che abbia scritto e, inoltre, ha voluto sempre mantenere un atteggiamento indipendente rispetto al potere politico, come dimostra il rifiuto opposto ad Augusto, che gli aveva chiesto di diventare il suo segretario particolare.

Perché tra tutte le sue opere ha scelto le Epistole?

Perché insieme a un certo numero di Odi sono, a mio parere, la parte migliore della sua produzione, quella, cioè, in cui esprime nel modo più completo e convinto il suo mondo spirituale, in una forma espressiva molto raffinata, veramente classica, anche se i suoi stati d'animo sono a volte di una sorprendente modernità. Per questo mi sono trovato bene a tradurle in versi...

Ah! Quindi lei si è cimentato anche come poeta... Questa è un'anteprima davvero preziosa.

Poeta è una parola grossa. Non voglio spacciarmi per quello che non sono... né ho assolutamente voluto gareggiare con un poeta del calibro di Orazio. Diciamo che mi sono dilettato a rivivere ritmicamente le sensazioni piacevoli e le riflessioni, che quella piacevole lettura mi aveva suggerito.

Chi pubblica, di solito ha un desiderio di condivisione. Che cosa intende condividere con i suoi lettori?

Il piacere della lettura di un grande classico... La consapevolezza – ma per molti sarà una vera e propria scoperta – che gli uomini sono sempre stati gli stessi e che una frase pronunciata più di duemila anni fa è capace ancora oggi di consolare o divertire il nostro animo sofferente.

Grazie, dott. Parsi, e alla prossima volta.

Grazie alla sua cortesia e... buona lettura!
 
 
 
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